Valentino Rossi ci ha abituato male. Le sue imprese sportive sono state tali e tante da rendercele quasi normali. Stravince con la Honda, cambia moto, stravince con la Yamaha, batte avversari vecchi e giovani, Biaggi, Gibernau, Pedrosa, Stoner, lo scorso anno Lorenzo: sembra faccia solo il suo dovere.
Del resto è il miglior pilota di tutti i tempi, perchè stupirsi se fa cose eccezionali.
L'anno prossimo correrà in Ducati, lo dice con la consueta leggerezza e semplicità e noi ci aspettiamo che il prossimo anno sia competitivo e, perchè no, vinca il Mondiale.
Valentino Rossi, quando inizierà la prossima stagione, avrà appena compiuto 32 anni. Non sono i 25 di quando passò alla Yamaha. Il tempo passa per tutti, anche per i migliori e combattere con un mezzo che sarà necessariamente inferiore contro il giovane Lorenzo non sarà una passeggiata. I nemici sono tanti: i piloti delle altre scuderie, le incognite dell'arrivare in un nuovo ambiente e, forse, anche la presunzione di potersi ripetere, di prendere una moto mediamente competitiva e portarla al livello di quella che quest'anno domina.
Ripartire da 0, pensare di non essere già Rossi, ma un Hayden qualsiasi. Metterci tutte le proprie risorse conscio che potrebbero non bastare.
In pratica Rossi riparte da una moto nuova lasciando la migliore che ha "fatto" lui. Come nel 2004? No: ora ha 32 anni e non 25, ora ha i mezzi della Ducati e non della Yamaha e ora ha Lorenzo che pare essere di tutt'altra pasta rispetto a Biaggi o GIbernau.
No, non è scontato vincerla questa sfida, nemmeno se sei Valentino Rossi
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